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Sabato 20 giugno 2026, nel suggestivo e nobile scenario del Ridotto del Teatro Verdi di Trieste, luogo intriso di storia e da lungo tempo legato alla presenza della Libera Muratoria nella città giuliana, si è tenuta la Prima Comunicazione della Gran Loggia Regionale del Triveneto per l’anno 2026.
All’Assemblea hanno partecipato circa centodieci Fratelli provenienti dalle Logge operanti nel territorio regionale, tutte degnamente e significativamente rappresentate, a testimonianza della vitalità e della crescente coesione che caratterizzano oggi la Regione.
A conferire ulteriore lustro all’evento la presenza del Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fr. Fabio Venzi. Con lui hanno preso posto numerosi Grandi Ufficiali Nazionali e Regionali, tra i quali il Gran Maestro Regionale dell’Emilia-Romagna, il Secondo Gran Sorvegliante, il Gran Direttore delle Cerimonie e altri illustri Fratelli chiamati a servire l’Ordine nei più elevati incarichi.
I lavori sono stati aperti in un’atmosfera di composto raccoglimento e di profonda dignità rituale. Il Tempio, per la sua straordinaria bellezza artistica e per il suo valore storico, ha contribuito in modo naturale a creare quel clima di serenità, armonia e riflessione che da sempre accompagna l’incontro dei Liberi Muratori quando si raccolgono per lavorare.
La Comunicazione è stata aperta dal Gran Tesoriere Regionale, che ha presentato la propria relazione sull’amministrazione economica della Regione. I diversi aspetti della gestione sono stati illustrati con chiarezza, precisione e completezza, consentendo all’Assemblea di esprimere unanime approvazione e sincero apprezzamento per il lavoro svolto.
Ha quindi preso la parola il Gran Maestro Regionale del Triveneto, il quale ha ricordato come il giorno successivo sarebbe ricorso il primo anniversario della consacrazione della Loggia “Italia” di Trieste, principale artefice dell’eccellente organizzazione della giornata. Richiamando alla memoria quel momento fondativo, ha osservato come, appena un anno prima, sarebbe stato difficile immaginare che i Fratelli del Triveneto, nel frattempo sensibilmente cresciuti in numero e maturità iniziatica, si sarebbero ritrovati riuniti in una cornice tanto prestigiosa, caratterizzata non soltanto dalla bellezza del luogo ma, soprattutto, da quella dei cuori e degli animi dei Fratelli presenti.
Il Gran Maestro Regionale ha poi tracciato un bilancio del cammino percorso dalla Regione, a partire dalla Gran Loggia di Venezia del marzo 2025. Gli impegni allora assunti sono stati onorati e portati a compimento, mentre la Regione ha conosciuto una crescita significativa tanto nel numero delle Logge e dei Fratelli quanto nella qualità del loro operare e nella consapevolezza del proprio ruolo all’interno dell’Istituzione. Sette nuove Logge sono state consacrate nel corso dell’ultimo anno, contribuendo alla formazione di una realtà ricca e articolata, composta da sensibilità differenti, pur animate da un comune ideale. Una pluralità che ha già cominciato a trasformarsi in armonia operativa e fraterna. Affinché tale armonia possa consolidarsi e durare nel tempo, il Gran Maestro Regionale ha esortato tutti i Fratelli a deporre simbolicamente quei metalli rappresentati dai pregiudizi, dalle appartenenze passate e dalle consuetudini mentali che rischiano di ostacolare la piena integrazione. Con parole particolarmente sentite egli ha affermato che nessuno dovrà sentirsi “ex” di qualcosa, nessuno dovrà considerarsi ospite nella Casa comune dell’Ordine e nessuno potrà vantare prerogative fondate sull’anzianità o sulla provenienza. Nel Tempio, ogni Fratello è chiamato a riconoscersi unicamente nella propria qualità di Libero Muratore, vincolato ai medesimi doveri e partecipe della medesima dignità iniziatica.
Ha inoltre ricordato come l’armonia, virtù fondamentale dell’edificio massonico, possa essere preservata soltanto se ciascun Fratello, nel procedere lungo il proprio cammino attraverso i Gradi e gli incarichi affidatigli, conserverà sempre il prezioso dono dell’umiltà. Senza di essa, ogni avanzamento rischia, infatti, di trasformarsi in motivo di separazione anziché di servizio.
Rivolgendosi poi ai Maestri Venerabili e alle loro Logge, ha sottolineato come ogni Loggia possieda una propria anima, una propria storia e una propria tradizione. Tali peculiarità costituiscono una ricchezza da custodire e valorizzare, poiché la varietà delle forme non contraddice l’unità dei princìpi. Tuttavia, affinché una Loggia possa prosperare e trasmettere fedelmente il proprio patrimonio spirituale, è necessario che la responsabilità di indicarne la direzione, dopo aver ascoltato il contributo dei Fratelli, rimanga saldamente affidata al Maestro Venerabile, cui compete il governo della stessa. Le decisioni da lui assunte dovranno pertanto essere rispettate e sostenute da tutti, indipendentemente dall’età massonica o dall’autorevolezza personale.
Il Gran Maestro Regionale ha ammonito l’Assemblea dal rischio di valutare una Loggia sulla base della sola consistenza numerica dei suoi membri. La Libera Muratoria non fonda, infatti, la propria forza sulla quantità, bensì sulla qualità degli uomini che la compongono e sulla loro adesione a quei “puri princìpi di pietà e virtù” che il Rituale indica come fondamento autentico dell’Ordine.
Ha poi preso la parola il Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fr. Fabio Venzi. Dopo aver tributato il proprio ringraziamento agli organizzatori e la sua ammirazione per la magnificenza della sala che accoglieva i lavori, ha donato ai Fratelli una profonda riflessione sullo stato della Libera Muratoria contemporanea nel mondo.
Egli ha evidenziato come numerose Obbedienze storiche abbiano registrato, nel corso degli ultimi decenni, una drastica e costante riduzione dei propri effettivi, sino a perdere in alcuni casi oltre il novanta per cento dei loro membri. Una tendenza che rende persino ipotizzabile la loro futura scomparsa. La causa principale di tale declino è stata individuata nell’aver progressivamente trasformato la Loggia in un semplice luogo di aggregazione sociale, assimilabile a un club destinato principalmente alla coltivazione di relazioni umane. Una tale impostazione, ha osservato il Gran Maestro, risulta inevitabilmente destinata alla sconfitta in una società nella quale gli strumenti di comunicazione e socializzazione sono divenuti immediati, universali e costantemente accessibili. Se la Libera Muratoria fosse soltanto un luogo di incontro sociale, essa non potrebbe offrire nulla che il mondo profano non sia già in grado di garantire in forme più rapide e diffuse.
La Gran Loggia Regolare d’Italia ha invece seguito una strada differente. Fin dall’inizio della Gran Maestranza, il Gran Maestro Venzi ha scelto di custodirne e svilupparne l’autentica natura esoterica, iniziatica e tradizionale, rifuggendo ogni tentazione di trasformazione in un’organizzazione orientata alla visibilità pubblica o alla ricerca del consenso esterno. La sua attenzione è sempre rimasta rivolta alla qualità del percorso interiore proposto ai Fratelli e alla fedeltà ai princìpi della Regolarità.
I frutti di questa scelta appaiono oggi evidenti anche nella realtà del Triveneto, dove il numero delle Logge continua a crescere e dove, soprattutto, si registra un costante approfondimento della vita rituale e dell’impegno iniziatico.
Il Gran Maestro ha poi invitato i presenti a riflettere sulla natura stessa della Libera Muratoria. Se si chiedesse a molti Fratelli di definirla, si otterrebbero probabilmente risposte differenti. Vi è, tuttavia, un elemento che accomuna ogni autentico percorso massonico: la consapevolezza che il lavoro svolto insieme nel Tempio non sia finalizzato a cambiare direttamente il mondo esterno ma a trasformare l’uomo che opera su sé stesso. È attraverso questa trasformazione interiore che il Libero Muratore diviene strumento di beneficio per la società e per il contesto in cui vive. Tale cammino richiede il superamento della cultura dell’ego e dell’individualismo che caratterizza il nostro tempo. Il Gran Maestro ha richiamato, all’uopo, la figura dell’uomo spiritualmente impoverito, descritta da Thomas Stearns Eliot nel poemetto The Hollow Men: un essere incapace di autentica profondità interiore, smarrito e privato della propria dimensione spirituale. A questa immagine ha contrapposto il modello ideale rappresentato da Hermann Hesse nel romanzo Il giuoco delle perle di vetro. Nella simbolica Castalia, i ricercatori dedicano la propria esistenza alla ricerca della conoscenza e alla connessione armonica tra i diversi saperi. In modo analogo, il Fratello è chiamato ad ampliare costantemente il proprio orizzonte intellettuale e spirituale, superando i limiti del sapere particolare per tendere verso una comprensione più alta e universale della realtà. Una conoscenza che non trova il proprio fine nell’autocompiacimento ma nel servizio verso i Fratelli, verso l’Ordine e verso la società.
Terminato l’intervento del Gran Maestro, il Gran Maestro Regionale del Triveneto ha proceduto alla nomina dei nuovi Ufficiali Regionali, ringraziando sentitamente coloro che concludevano il proprio mandato per l’opera prestata con dedizione e spirito di servizio. Tale momento ha assunto un particolare significato poiché, grazie alle nuove nomine, tutte le Logge della Regione, comprese quelle consacrate nell’ultimo anno, risultano rappresentate all’interno della struttura regionale attraverso i rispettivi Maestri Venerabili.
In un clima di autentica fraternità, il Gran Maestro Venzi ha infine voluto rivolgere personalmente il proprio saluto e il proprio benvenuto a ciascuno di essi. Le loro parole hanno manifestato sensibilità diverse e percorsi differenti, ma tutti convergenti verso una medesima convinzione: aver trovato nella Gran Loggia Regolare d’Italia una Casa iniziatica nella quale riconoscersi pienamente, un luogo nel quale poter proseguire il proprio cammino di perfezionamento morale e spirituale, sostenuti dalla forza della Tradizione, dalla bellezza del Rituale e dall’indissolubile vincolo della Fratellanza.
La Comunicazione si è così conclusa in un clima di profonda concordia, lasciando nei presenti la consapevolezza di aver partecipato non soltanto a un momento amministrativo e organizzativo della vita dell’Ordine, ma a una vera occasione di rafforzamento dei legami fraterni e di rinnovata adesione ai princìpi che guidano il lavoro del Libero Muratore. Nella serenità del Tempio i Fratelli hanno rinnovato il proprio impegno a proseguire con costanza, umiltà e perseveranza il cammino iniziato, affinché la Luce ricevuta possa continuare a essere custodita, accresciuta e trasmessa alle generazioni future.