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Sabato 31 gennaio 2026, nel seicentesco Palazzo Conestabile della Staffa, in Perugia, dimora della Casa Massonica della Gran Loggia Regolare d’Italia, nonché sede della Biblioteca e del Museo della GLRI, si è svolta una riunione di eccezionale rilievo della Loggia di Ricerca “Quatuor Coronati n. 112”. Un incontro che ha coniugato rigore rituale, profondità dottrinale e alto valore iniziatico, inscrivendosi con pieno diritto tra gli eventi destinati a lasciare un segno duraturo nella vita dell’Obbedienza. I Lavori, aperti secondo l’antica osservanza e condotti nel più scrupoloso rispetto delle forme tradizionali, sono stati presieduti dal Maestro Venerabile della Loggia, l’Ill. mo e Ven. mo Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fr. Fabio Venzi. Sotto la sua autorevole guida, il Tempio ha accolto oltre trecento Fratelli, provenienti da ogni parte d’Italia, riuniti dal comune desiderio di conoscenza, di approfondimento e di elevazione spirituale. All’adunanza hanno preso parte, altresì, il Deputato Gran Maestro, numerosi Grandi Ufficiali Nazionali e diversi Gran Maestri Regionali, la cui presenza ha conferito ulteriore solennità ai Lavori e ha testimoniato la coesione e la vitalità dell’Istituzione. L’incontro è stato concepito, come sottolineato dallo stesso Gran Maestro, quale momento di autentica incidenza iniziatica, non semplice esercizio accademico ma occasione di rinnovata consapevolezza del cammino massonico. In questo spirito, la giornata è stata scandita dagli interventi di tre Fratelli del 33° Grado del Rito Scozzese Antico e Accettato, i quali hanno offerto all’Assemblea relazioni di altissimo profilo, frutto di studio rigoroso, esperienza vissuta e profonda interiorizzazione dei contenuti trasmessi. Le orazioni presentate hanno accompagnato i Fratelli in un percorso organico e armonico attraverso le origini e lo sviluppo storico del Rito Scozzese Antico e Accettato, l’analisi dei suoi rituali e l’approfondimento della sua complessa e stratificata simbologia. Ne è emerso un quadro ampio e coerente, capace di illuminare le radici del Rito, di chiarirne l’evoluzione e di restituire pienamente il valore iniziatico dei suoi simboli, intesi non come meri segni esteriori ma come strumenti vivi di trasformazione interiore. I Lavori si sono infine raccolti nelle conclusioni del Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, il quale ha saputo ricondurre a unità i diversi contributi, richiamando i Fratelli all’importanza della ricerca come dovere massonico, della fedeltà alla Tradizione come garanzia di autenticità e della disciplina interiore come fondamento di ogni reale progresso iniziatico. Un monito e, al tempo stesso, un incoraggiamento a proseguire con fermezza e umiltà sul Sentiero, consapevoli che solo attraverso lo studio e il lavoro costante su sé stessi l’Ordine può continuare a essere, nel tempo, custode e trasmettitore della Luce.