Il 23 aprile 2025, presso la Casa Massonica di Rovigo, è stata consacrata la Loggia “Enrico Cairoli 1311 n. 395” di Rovigo.
La cerimonia di Consacrazione si è svolta in un’atmosfera intrisa di raccoglimento e sacralità, dove il silenzio stesso pareva farsi parola e presenza. Sotto la guida vigile del Gran Direttore delle Cerimonie, ogni gesto ha trovato il suo tempo, ogni parola il suo giusto accento. I lavori si sono svolti secondo l’armonia della Tradizione, dove nulla è lasciato al caso e ogni passaggio rituale diviene veicolo di significato. Il Tempio, pur nella sua dimensione visibile, si è fatto spazio interiore, luogo in cui il visibile e l’invisibile si incontrano.
A suggellare l’alto valore dell’evento, la presenza del Gran Maestro Regionale del Triveneto, che ha assunto il ruolo di Ufficiale Consacratore. Con parola ferma e ispirata, ha ricordato come la fondazione di una nuova Loggia rappresenti un rinnovato patto morale con la società e con i princìpi eterni dell’Istituzione. Ha richiamato i Fratelli alla responsabilità del costruire, pietra su pietra, un edificio fondato sulla libertà, sull’uguaglianza e sulla dignità dell’uomo. Non un’opera effimera ma un lavoro che si proietta nel tempo, affidato alla cura costante di mani consapevoli e cuori vigili. Particolarmente intensa e carica di risonanze interiori è stata l’allocuzione del Cappellano Consacratore, il quale ha ricordato che la fondazione di una Loggia è “un seme di luce in un terreno che attende di essere coltivato con la forza del pensiero e la disciplina dello spirito”. Parole che hanno indicato una via: quella del lavoro silenzioso, costante, paziente.
Il nome prescelto per la Loggia, Enrico Cairoli, è risuonato nel Tempio come un’eco di memoria e di esempio. Nel suo richiamo, il Cappellano ha tracciato un legame profondo tra storia e iniziazione, tra sacrificio e ricerca interiore: “Cairoli costituisce la sintesi tra l’ardore del combattente e la purezza dell’iniziato. In lui si incontrano il coraggio dell’azione e la nobiltà dell’intento. Il suo nome richiama non solo il sogno di un’Italia libera ma la capacità di anteporre il bene comune a ogni interesse personale”.
Durante la cerimonia è stato ribadito con forza che il Tempio inaugurato non è costituito da mura materiali ma da “Pietre Vive”: i Fratelli stessi, chiamati a sgrossare la propria interiorità per contribuire all’armonia dell’insieme. È stato un invito chiaro e diretto: lasciare fuori dalla soglia del Tempio i metalli del mondo profano – ambizioni, divisioni, pregiudizi – per dedicarsi alla ricerca della verità, alla pratica della tolleranza e all’esercizio della carità, intesa nella sua forma più alta e disinteressata.
La cerimonia si è conclusa in un clima di profonda partecipazione, con un augurio che ha saputo unire solennità e calore umano. Ai Fratelli della nuova Loggia è stato affidato un compito tanto semplice quanto esigente: portare il nome di Cairoli con la dignità di un “fiore all’occhiello”, coltivando la Loggia come un giardino dell’anima, dove ogni gesto contribuisce alla bellezza dell’insieme. “Oggi posiamo la prima pietra di un sogno comune”, ha affermato il Cappellano in chiusura, donando un’immagine che racchiude il senso più autentico della Fratellanza: un porto sicuro, un rifugio per lo spirito, un luogo dove nessuno è straniero e nessuno è smarrito. Così, a Rovigo, prende avvio un nuovo cammino, discreto e luminoso, orientato verso quella Luce che guida, ispira e trasforma.



