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Il 13 giugno 2026, nella magnifica Sala Portoghesi dello storico complesso termale “Il Tettuccio” di Montecatini Terme (PT), si è tenuta la Prima Comunicazione della Gran Loggia Regionale di Toscana del 2026.
All’Assemblea, convocata in forma solenne e regolarmente costituita, hanno partecipato circa centosettanta Fratelli, provenienti dalle Logge operanti in Toscana, testimonianza viva della coesione, della vitalità e del costante sviluppo della Libera Muratoria Regolare nella regione.
A rendere ancor più significativo il carattere dell’incontro è stata la presenza delle più alte Cariche dell’Ordine. Hanno infatti preso parte ai lavori il Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fr. Fabio Venzi, accompagnato dal Deputato Gran Maestro e dall’Assistente Gran Maestro. Erano altresì presenti i Gran Maestri Regionali di Piemonte e Valle d’Aosta, della Lombardia, della Liguria e della Calabria, unitamente al Gran Cappellano, al Gran Tesoriere, al Gran Segretario con il suo Assistente, al Presidente della Gran Benevolenza e a numerosi Grandi Ufficiali Nazionali e Regionali. La loro presenza ha conferito ulteriore lustro all’evento, esprimendo concretamente quel sentimento di Fratellanza universale che unisce tutti i Liberi Muratori, al di là delle differenze territoriali e delle rispettive competenze amministrative.
I lavori sono stati aperti nella forma dovuta e secondo la dignità richiesta dall’occasione. Il primo intervento è stato affidato al Gran Tesoriere Regionale, il quale ha presentato all’Assemblea la propria relazione sull’amministrazione economica della Gran Loggia Regionale della Toscana. Con chiarezza, precisione e trasparenza ha illustrato i risultati conseguiti e le prospettive future. La relazione è stata, poi, posta al voto e approvata all’unanimità.
Successivamente, ha preso la parola il Presidente della Gran Benevolenza Regionale, che ha illustrato le attività assistenziali e benefiche, già promosse dalle Logge toscane, e quelle in programma per il prossimo futuro. Ha presentato diversi progetti, accomunati dal desiderio di tradurre in azione concreta gli insegnamenti della Libera Muratoria. Particolare attenzione è stata dedicata alle iniziative rivolte ai bambini affetti da gravi patologie e ai minori privi del sostegno familiare, interventi che incarnano i valori di carità, solidarietà e amore fraterno che da sempre costituiscono uno dei pilastri fondamentali dell’Istituzione. Il Gran Maestro Regionale della Toscana ha proseguito soffermandosi sulle iniziative destinate a promuovere il benessere dei Fratelli e a rafforzare quei legami di vicinanza, sostegno reciproco e autentica Fratellanza che rendono viva e operante la Comunione massonica.
Momento particolarmente significativo della Comunicazione è stato costituito dalla nomina dei nuovi Grandi Ufficiali Regionali. Nel procedere a tale importante adempimento, il Gran Maestro Regionale ha sottolineato come ogni Loggia della Toscana, comprese quelle consacrate nel corso dell’ultimo anno, siano state adeguatamente rappresentate all’interno della struttura regionale, affinché ciascuna possa contribuire con la propria voce e la propria esperienza alla crescita armonica dell’intera Gran Loggia Regionale. Con parole sentite e sincere, il Gran Maestro Regionale ha rivolto un profondo ringraziamento ai Grandi Ufficiali uscenti, riconoscendo il fervore, lo zelo e la dedizione con cui hanno servito la Gran Loggia Regionale. Un particolare tributo è stato rivolto a coloro che hanno prestato la propria opera nelle numerose cerimonie di Consacrazione delle nuove Logge, contribuendo alla diffusione e al consolidamento della presenza della Gran Loggia Regolare d’Italia sul territorio toscano. Uguale riconoscenza è stata espressa nei confronti dei Fratelli chiamati a ricoprire i nuovi incarichi, esortandoli a svolgere il proprio servizio nel solco dell’esempio lasciato dai predecessori, con umiltà, senso del dovere e costante attenzione verso tutti i Fratelli.
Dalle parole del Gran Maestro Regionale è risultata chiaramente la profonda conoscenza della realtà massonica toscana e dei Fratelli che la compongono. Egli ha manifestato il proprio orgoglio e la propria gratitudine per poter contare su uomini che rappresentano con dignità e onore i princìpi della Gran Loggia Regolare d’Italia. Ha ricordato, inoltre, come, al di là delle cariche e delle funzioni temporaneamente ricoperte, la più autentica gioia risieda nel potersi ritrovare insieme, uniti dai medesimi vincoli iniziatici e dalla comune aspirazione al miglioramento morale e spirituale. Un sentito ringraziamento è stato rivolto al Gran Maestro Fabio Venzi, la cui costante disponibilità, equilibrio e fermezza rappresentano per molti Fratelli un punto di riferimento sicuro. È stata messa in risalto la sua capacità di affrontare e risolvere le difficoltà con saggezza e discernimento, nonché la determinazione con cui tutela l’Ordine e i Fratelli della Gran Loggia Regolare d’Italia. Il Gran Maestro Regionale della Toscana ha infine affermato come il più autentico ringraziamento non possa essere espresso soltanto attraverso le parole ma, soprattutto, mediante il lavoro costante e proficuo che ciascun Fratello svolge quotidianamente per il bene dell’Ordine.
Il Gran Maestro Fabio Venzi ha poi preso la parola. Dopo aver rivolto il proprio ringraziamento agli organizzatori dell’evento e a quanti hanno contribuito alla perfetta riuscita della giornata, ha rimarcato come quello trascorso sia stato, per la Gran Loggia Regionale di Toscana, un periodo particolarmente intenso e fecondo, caratterizzato da numerose consacrazioni di nuove Logge e da una costante crescita qualitativa dell’Ordine. Ha attribuito particolare rilievo, inoltre, a come tra i Fratelli di antica e recente appartenenza si sia progressivamente consolidato quel vincolo invisibile, ma potentissimo, che la tradizione iniziatica riconosce come egregore, comunione spirituale che trascende le individualità e rende l’Ordine una realtà viva e operante.
Il Gran Maestro ha, poi, richiamato le celebrazioni del Rito Scozzese Antico e Accettato tenutesi a Venezia il 23 maggio scorso, soffermandosi sul momento conclusivo della cerimonia, quando egli e il Sovrano Gran Commendatore del RSAA Andrea Roselli hanno lasciato insieme il Tempio, uniti in una significativa stretta di mano. Un gesto altamente simbolico, espressione della ormai piena armonia e della profonda comunione oggi esistente tra il Rito e l’Ordine. Il Gran Maestro ha invitato tutti i Fratelli a custodire tale patrimonio e a contribuire attivamente alla sua crescita, tenendo presente che l’unità è un’opera che richiede costante impegno, rispetto reciproco e sincera volontà di comprensione.
Proseguendo la propria allocuzione, ha evidenziato l’importanza di una crescita armonica dell’Ordine, nella quale l’entusiasmo e l’energia dei Fratelli più giovani possano unirsi all’esperienza e alla memoria storica dei Fratelli più esperti. Solo dall’equilibrio tra queste due componenti può nascere una comunità iniziatica forte, stabile e proiettata verso il futuro.
Il Gran Maestro ha rimarcato, inoltre, come il valore della Gran Loggia Regolare d’Italia non debba essere misurato esclusivamente dal numero dei suoi membri ma soprattutto dalla ricchezza delle sensibilità, delle esperienze e delle visioni iniziatiche che convivono al suo interno. La pluralità delle prospettive, quando orientata da princìpi comuni, costituisce una fonte di arricchimento e non di divisione. Affrontando il tema della natura della Libera Muratoria, il Gran Maestro ha osservato come ogni Fratello possieda una propria personale concezione dell’Istituzione, maturata attraverso il percorso iniziatico e le esperienze di vita, ma, come avviene in un vero Ordine iniziatico, queste visioni personali si omogenizzano e si integrano tra loro in un progetto iniziatico ‘comune’. Le aspettative dei nuovi iniziati, ha affermato, non devono essere disattese; al contrario, devono trovare alimento attraverso un’autentica proposta di crescita culturale, morale e spirituale.
Per illustrare tale visione, il Gran Maestro ha richiamato il celebre romanzo di Hermann Hesse, Il giuoco delle perle di vetro, individuandovi una profonda e suggestiva allegoria del cammino iniziatico e della ricerca della conoscenza. Ambientata nella immaginaria regione di Castalia, l’opera descrive una comunità di studiosi dedita alla custodia e alla trasmissione del sapere, nella quale il gioco delle perle di vetro rappresenta il tentativo più elevato di collegare tra loro discipline apparentemente lontane, creando un linguaggio universale capace di armonizzare filosofia, musica, matematica, storia e spiritualità. Il Gran Maestro ha portato alla luce come tale ideale presenti significative analogie con la Libera Muratoria. Anche il percorso massonico, infatti, invita il Fratello a superare i confini delle singole conoscenze per ricercare una comprensione più ampia e profonda della realtà. Come il giocatore castaliano è chiamato a cogliere le relazioni nascoste tra le diverse forme del sapere, così il Libero Muratore è invitato a riconoscere l’unità sottostante alla molteplicità delle esperienze umane, sviluppando una visione sempre più armonica e universale. Particolare rilievo è stato attribuito alla figura di Joseph Knecht, protagonista del romanzo, il cui percorso di crescita interiore lo conduce a comprendere che la conoscenza autentica non può esaurirsi nell’accumulazione del sapere, ma deve tradursi in servizio, responsabilità e testimonianza. Un insegnamento che trova una naturale corrispondenza nella tradizione muratoria, dove ogni avanzamento nel cammino iniziatico comporta un accrescimento dei doveri verso i Fratelli, verso la società e verso sé stessi. Il Gran Maestro ha altresì messo in risalto come la Libera Muratoria, analogamente all’ideale castaliano, debba continuare a essere un luogo d’incontro tra sensibilità, competenze e percorsi culturali differenti. La ricchezza dell’Ordine non risiede, infatti, soltanto nel numero dei suoi membri, ma nella pluralità delle visioni e degli interessi che ciascun Fratello porta con sé. In questo senso, le Logge sono autentici laboratori di ricerca e di confronto, nei quali il dialogo tra tradizione e innovazione, tra esperienza e rinnovamento, contribuisce alla costruzione di quella sintesi superiore che costituisce uno degli obiettivi più elevati del lavoro massonico. Richiamando implicitamente il messaggio conclusivo dell’opera di Hesse, il Gran Maestro ha dichiarato che la conoscenza, per essere veramente iniziatica, deve sempre rimanere viva, dinamica e orientata al perfezionamento dell’uomo. Non un sapere fine a sé stesso ma uno strumento di elevazione morale e spirituale, capace di trasformare il singolo e, attraverso il suo esempio, contribuire al progresso dell’intera comunità umana.
Il Gran Maestro ha poi ricordato come, nel corso degli anni, le sue allocuzioni abbiano attinto a molteplici ambiti del sapere umano, proprio per fornire occasioni di riflessione capaci di coinvolgere il maggior numero possibile di Fratelli. In questo contesto, un ruolo fondamentale è svolto dalle Logge di Ricerca, autentici “opifici” di approfondimento e confronto, nei quali il lavoro massonico può svilupparsi con particolare intensità.
Definendosi un semplice servitore dell’Ordine (in analogia al protagonista del romanzo, il Magister Ludi Knecht, dal tedesco “servo”) il Gran Maestro ha ribadito che ogni carica massonica deve essere interpretata come un servizio e mai come un privilegio. Con la stessa semplicità ha descritto i propri Grandi Ufficiali come Fratelli chiamati a svolgere un compito di supporto e assistenza all’Ordine iniziatico.
A tal proposito, ha ricordato quando, all’inizio del proprio mandato, uno dei primi atti da lui adottati fu quello di limitare il potere del Gran Maestro in materia disciplinare, eliminando la possibilità di procedere motu proprio all’espulsione dei Fratelli, un vero e proprio, così il Gran Maestro, “orrore iniziatico”.
A conclusione della sua allocuzione, il Gran Maestro ha richiamato ancora una volta l’attenzione sull’importanza del percorso conoscitivo e dell’incessante lavoro di perfezionamento interiore che ogni Libero Muratore è chiamato a compiere. L’obiettivo ultimo dell’Ordine, ha rammentato, consiste nella trasformazione dell’uomo attraverso la conoscenza, la riflessione e l’esercizio delle virtù.
Terminati gli interventi e assolti tutti gli adempimenti previsti dall’ordine del giorno, il Gran Maestro ha lasciato il Tempio. I lavori della Prima Comunicazione della Gran Loggia Regionale di Toscana sono stati chiusi nella forma dovuta, mentre i Fratelli, raccolti in un clima di sincera armonia e soddisfazione, hanno concluso una giornata che ha ulteriormente rafforzato i vincoli di Fratellanza e consolidato il comune impegno al servizio dell’Ordine.
Alla chiusura rituale è seguita l’Agape fraterna negli splendidi ambienti del complesso termale, momento conviviale durante il quale i Fratelli hanno avuto modo di proseguire il dialogo e condividere, nella serenità della mensa comune, quel sentimento di amicizia, rispetto e comunione che costituisce uno dei più preziosi tesori della Libera Muratoria.