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Il 18 maggio 2026, presso la Casa Massonica di Ancona, è stata consacrata la Loggia “Mater Kilwinning n. 399” di Ancona.
Nel raccoglimento del Tempio debitamente allestito, alla presenza di una numerosa e qualificata rappresentanza di Fratelli provenienti dalle diverse Logge della Regione Marche, si è elevata un’atmosfera di profonda fraternità, di composta solennità e di autentica comunione d’intenti, secondo l’antica Tradizione. La cerimonia di innalzamento delle Colonne, eseguita con rigorosa aderenza alla ritualità e con pregevole perizia dal Gran Maestro Regionale delle Marche, che ha assunto l’alto ufficio di Ufficiale Consacratore, coadiuvato dai due Sorveglianti e dagli altri Ufficiali Consacratori, ha segnato il momento culminante della nascita operativa della nuova Loggia. Ogni gesto rituale, ogni parola consacrata dall’uso e dalla Tradizione, ha richiamato i presenti al senso più profondo del lavoro massonico: l’edificazione interiore dell’uomo e la costruzione del Tempio ideale dell’Umanità.
Nel silenzio ordinato del Tempio, illuminato dalla Luce della Sapienza, della Forza e della Bellezza, la Loggia “Mater Kilwinning n. 399” ha pertanto aperto i propri lavori sotto la guida del Maestro Venerabile, assistito dai Fratelli Ufficiali, ciascuno saldo nel proprio posto e perfettamente consapevole della dignità del compito affidatogli. I lavori si sono poi svolti in un clima di elevata armonia e sincera partecipazione fraterna. La nuova loggia, sorta sotto auspici tanto favorevoli, ha immediatamente manifestato quella compostezza rituale e quella tensione spirituale che costituiscono il fondamento di ogni autentico percorso iniziatico. Il Maestro Venerabile ha dato lettura di una propria riflessione dal titolo “Numero angelico 399”, meditazione simbolica e iniziatica nella quale il valore del numero è stato richiamato quale segno di compimento, trasformazione e servizio alla Luce. Le sue parole hanno offerto ai Fratelli presenti un momento di elevazione interiore e di approfondimento esoterico, richiamando ciascuno alla responsabilità del proprio lavoro sulla Pietra Grezza e al dovere di perseverare nel cammino della rettitudine morale e della conoscenza.
La funzione si è infine conclusa nella più perfetta armonia, suggellata dai vincoli della Fratellanza universale e dalla comune consapevolezza di aver assistito alla nascita di una nuova fiamma destinata a brillare nell’Oriente marchigiano.