Il 28 maggio 2026, presso la Casa Massonica di Milano, è stata consacrata la Loggia “Cavalieri di San Giovanni 1198 n. 401” di Monza.
Alla Cerimonia hanno preso parte numerose Alte Cariche dell’Ordine, Fratelli provenienti da diverse Logge della Lombardia e i Fratelli Fondatori della nuova Loggia, animati da sincero entusiasmo e profonda consapevolezza del compito assunto. Il Collegio dei Consacratori, diretto dal Gran Maestro Regionale della Lombardia, ha operato con esemplare rigore rituale e perfetta armonia, secondo gli antichi usi della Tradizione. A coadiuvarlo vi erano il Gran Direttore delle Cerimonie, l’Assistente Gran Direttore delle Cerimonie e altri Gran Ufficiali Nazionali e Regionali, ciascuno chiamato ad adempiere il proprio Ufficio con dignità, precisione e senso del sacro dovere.
Nel Tempio regnava un’atmosfera di composta solennità. Le Luci splendevano nella loro pienezza rituale e ogni Fratello presente appariva raccolto in un silenzio carico di significato, consapevole di partecipare a un momento destinato a segnare l’inizio di un nuovo percorso massonico. Le antiche formule, i movimenti rituali, i segni tramandati dalla Tradizione e la perfetta cadenza dei lavori hanno contribuito a creare quell’armonia iniziatica nella quale il tempo sembra sospendersi e la continuità dell’Arte Reale si manifesta nella sua più autentica essenza.
Particolarmente intenso e profondamente ispirato è stato l’intervento del Cappellano Consacratore, il quale ha voluto richiamare il significato simbolico del nome scelto dalla nuova Loggia, tracciando un elevato parallelo tra l’antica missione dei Cavalieri Ospitalieri e il dovere morale del Libero Muratore contemporaneo. Essere “Cavalieri”, oggi, non significa più impugnare armi materiali o brandire spade forgiate nel metallo, bensì affinare l’intelletto, disciplinare il cuore e fortificare lo spirito per difendere, nel mondo profano, i valori immortali di Amore Fraterno, Conforto e Verità. Con parole di grande forza evocativa, il Cappellano ha esortato i Fratelli a non cedere all’indifferenza e alla passività morale del tempo presente: “Siamo chiamati a essere voci che gridano nel deserto dell’indifferenza, portando la luce della sapienza dove regna l’oscurità del pregiudizio”. Tale richiamo ha trovato profonda eco tra i presenti, poiché ha ricordato come la Libera Muratoria non debba mai ridursi a mera speculazione teorica o a sterile esercizio intellettuale ma debba piuttosto tradursi in testimonianza concreta di rettitudine, tolleranza e operosa solidarietà. La nuova Loggia è stata così indicata quale autentico laboratorio di pensiero e opificio morale, dalla quale possa irradiarsi un’energia benefica capace di trasformarsi in azione concreta, discreta carità e silenzioso sostegno a beneficio della cittadinanza monzese.
Di profondo valore iniziatico è stato altresì l’intervento del Gran Maestro Regionale della Lombardia, il quale ha richiamato i Fratelli alla comprensione del significato più autentico della Consacrazione. Egli ha ricordato, infatti, come la vera Loggia non sia costituita soltanto dalle mura del Tempio o dagli arredi rituali ma soprattutto dai cuori dei Fratelli che, animati da sincera concordia, battono all’unisono nella comune aspirazione al Bene e alla Verità. “Essere Cavalieri di questo patrono”, ha detto il Gran Maestro Regionale, “significa cavalcare tra due estremi: tra il rigore dell’azione e la profondità della contemplazione”. In tali parole si è condensata l’essenza stessa dell’insegnamento massonico: l’equilibrio tra operatività e meditazione, tra disciplina e misericordia, tra il lavoro nel mondo esteriore e il costante perfezionamento del Tempio interiore.
L’esortazione finale rivolta ai Fratelli Fondatori ha assunto, poi, il tono di un paterno ammonimento e di una nobile investitura morale. Essi sono stati richiamati alla coerenza, al coraggio e alla perseveranza, affinché la nuova Loggia possa crescere nella regolarità, nell’armonia e nella fedeltà agli antichi landmarks dell’Ordine. È strato anche ricordato loro che ogni Loggia trae forza non dal numero dei propri membri ma dalla qualità morale dei Fratelli che la compongono, dalla purezza delle intenzioni e dalla capacità di trasformare gli insegnamenti rituali in concreta testimonianza di vita.
La Cerimonia si è conclusa in un clima di intensa emozione e sincera comunione fraterna, con l’auspicio condiviso che la nuova Loggia “Cavalieri di San Giovanni 1189 n. 401” di Monza, città che custodisce memorie regali e profonde stratificazioni simboliche, ove la tradizione riconduce il pensiero alla sacralità della Corona Ferrea e ai richiami di un’antica sovranità spirituale, possa costituire una nuova Pietra Levigata posta nell’edificio spirituale della comunità, contribuendo, con umiltà e fermezza, all’innalzamento morale dell’Umanità.



