Il 7 aprile 2026, presso la Casa Massonica di Milano, sotto la volta stellata e alla presenza di numerosi Fratelli, convenuti in spirito di perfetta unione, è stata solennemente consacrata la Loggia “Camillo Golgi n. 393” di Pavia.
L’aria era pervasa da quella gravità silenziosa che accompagna gli atti che trascendono il tempo profano. Ogni gesto, ogni parola, ogni pausa rituale pareva iscriversi in una continuità invisibile, quella stessa che lega le Logge di ogni epoca nella catena ininterrotta della Tradizione. La cerimonia, officiata dal Gran Maestro Regionale della Lombardia in qualità di Ufficiale Consacratore, si è svolta con impeccabile rigore rituale. Il Gran Direttore delle Cerimonie ha guidato i movimenti e i tempi con sapienza e sensibilità, assicurando che ogni atto fosse compiuto secondo l’ordine stabilito, affinché la forma sostenesse la sostanza e il simbolo rivelasse il suo significato più profondo.
Nel corso della cerimonia, il Cappellano Consacratore ha elevato la sua voce in un’allocuzione densa di significato, richiamando i presenti al senso più alto dell’Opera muratoria: un cammino che si svolge tra due luci, quella della Ragione e quella dello Spirito, non in opposizione ma in armonico equilibrio. Egli ha ricordato come la vera Iniziazione consista nel riconoscere questa duplice natura della conoscenza e nel saperla integrare in un’unica visione.
La scelta del nome Camillo Golgi è stata segno tracciato con consapevolezza nel Libro della Loggia. Golgi, scienziato e indagatore instancabile dei misteri della vita, penetrò con il suo genio i recessi più intimi della materia vivente, rendendo visibile ciò che era celato. Attraverso la sua celebre “reazione nera”, illuminò il fitto intreccio dei neuroni, rivelando un ordine nascosto là dove l’occhio profano scorgeva soltanto oscurità. Così come lo scienziato si fece esploratore dell’infinitamente piccolo, il Libero Muratore è chiamato a percorrere il labirinto dell’interiorità, a distinguere il reale dall’apparente, a riconoscere la Luce anche nei luoghi più remoti dell’animo umano. In questa analogia si manifesta il valore simbolico della scelta: la scienza come via di conoscenza, la Muratoria come via di consapevolezza, entrambe orientate verso la Verità. L’opera di Golgi consegna un insegnamento che risuona profondamente nella Tradizione massonica: nessuna cellula è isolata, nessuna esistenza è autosufficiente. Tutto vive nella relazione, nella connessione, nell’interdipendenza. I sottili filamenti che egli rese visibili diventano, nella visione simbolica, i legami invisibili che uniscono i Fratelli tra loro e la Loggia all’intera Umanità. Come nel sistema nervoso ogni impulso trova la sua via e contribuisce all’unità dell’organismo, così, ogni Fratello, con il proprio lavoro, alimenta la vita dell’Ordine.
Il Presidente del Consiglio delle Proposte Generali, recando il saluto dell’Ill.mo e Ven.mo Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fr. Fabio Venzi, ha richiamato con fermezza e chiarezza un principio essenziale della Libera Muratoria: “La Libera Muratoria non è una dottrina sociale ma un metodo di perfezionamento interiore, che trova la sua ragion d’essere nel rapporto tra l’Uomo e il Sacro”. Queste parole, pronunciate nel Tempio consacrato, hanno assunto il valore di un orientamento preciso per il cammino della nuova Loggia, che nasce per costituire un luogo separato e consacrato, un laboratorio dello spirito nel quale il Fratello possa lavorare su sé stesso, levigando la propria pietra, interrogandosi sul senso dell’esistenza e riconoscendo nel Grande Architetto dell’Universo la sorgente di ogni ordine e armonia. Anche la scienza, in questo contesto, è ricondotta alla sua giusta dimensione: essa indaga il come, svela i meccanismi, illumina i processi. La spiritualità, invece, interroga il perché, orienta, dà significato. Nell’incontro di queste due vie si compie quell’equilibrio che la Tradizione indica come necessario alla realizzazione dell’Uomo.
E così, sotto i colpi dei maglietti, la Loggia “Camillo Golgi n. 393” ha iniziato il proprio cammino. Un cammino che si annuncia come ricerca, come disciplina, come servizio silenzioso, con gli auspici che ogni pensiero elevato, ogni parola giusta, ogni azione rettamente compiuta al suo interno possa propagarsi, come impulso vitale, nel grande organismo della Famiglia Massonica Universale. Che la Luce qui accesa non rimanga circoscritta ma si diffonda, portando ordine dove vi è confusione, armonia dove vi è discordia, libertà dove vi è oscurità.



