Il 12 marzo 2026, presso la Casa Massonica di Milano, è stata consacrata la Loggia “Osiris Bizioli n. 388” di Bergamo. Alla presenza del Gran Maestro Regionale della Lombardia, di numerosi Grandi Ufficiali nazionali e regionali e di tanti Fratelli convenuti dalle Logge lombarde, le Colonne di questa nuova Loggia sono state innalzate secondo l’antica ritualità, affinché essa potesse prendere posto, con piena dignità, tra le Logge della Gran Loggia Regolare d’Italia.
Le Sacre Scritture sono state aperte sull’Ara e la Parola della Tradizione è risuonata con quella solennità che appartiene ai momenti in cui il tempo profano sembra arrestarsi. L’incenso è stato bruciato quale simbolo della preghiera che ascende verso l’Alto, mentre i quattro elementi dell’antica simbologia – grano, vino, olio e sale – sono stati diffusi secondo il rito, a indicare abbondanza, gioia, pace e sapienza, per far sì che queste virtù accompagnino sempre i lavori della nuova Loggia.
Il nome scelto per la Loggia è stato frutto di meditata scelta simbolica. Osiris Hiram Bizioli, chimico, educatore, uomo di pensiero e di azione, è stato figura luminosa del tessuto civile bergamasco. In lui si manifestava quell’ideale di Massone che non si rifugia nella contemplazione sterile ma porta nella vita quotidiana i princìpi dell’Arte Reale, trasformando la propria esistenza in opera di edificazione morale. La sua è stata un’esistenza improntata alla rettitudine e alla coerenza. Nel rigore della ricerca scientifica come nell’impegno educativo egli mostrò la stessa disciplina che il Massone applica alla levigatura della propria Pietra Grezza, lavorando incessantemente per trasformare la materia imperfetta dell’uomo in degno strumento del Grande Architetto dell’Universo.
Durante la cerimonia, il Cappellano Consacratore ha ricordato il valore profondamente simbolico del nome che la Loggia ha scelto di portare. Osiris e Hiram. Due nomi che attraversano civiltà e tradizioni ma che convergono nel medesimo insegnamento. Osiris, il dio della rigenerazione, colui che conosce la morte ma ne supera il dominio, annunciando la vittoria della vita sulle tenebre. Hiram Abif, l’Architetto fedele, che preferisce affrontare il sacrificio supremo piuttosto che tradire la Parola Sacra affidatagli. In questi due archetipi si riflette l’esistenza di Osiris Hiram Bizioli, uomo che seppe attraversare tempi oscuri senza rinunciare alla propria integrità. Durante il periodo del totalitarismo fascista fu perseguitato e imprigionato. Tuttavia, come il ramo d’acacia, simbolo di immortalità e di speranza nella Tradizione muratoria, seppe attendere con dignità il ritorno della luce. Terminata la tempesta, tornò alla sua missione di educatore, ricostruendo con pazienza ciò che la violenza della storia aveva tentato di distruggere, mattone dopo mattone, con la serena perseveranza del vero costruttore.
A suggellare la solennità della giornata sono state le parole del Gran Maestro Regionale della Lombardia, che ha voluto ricordare ai Fratelli la portata iniziatica del rito appena compiuto. “Non credo di esagerare”, ha affermato, “se dico che quella che abbiamo appena celebrato è tra le più importanti e suggestive cerimonie previste dalla nostra ritualità: la Consacrazione di una Loggia”. Richiamando, poi, l’antico significato del termine, ha proseguito: “Consacrare significa rendere sacro insieme. Con le letture delle Sacre Scritture, con l’accensione dell’incenso e con lo spargimento dei quattro alimenti simbolici, abbiamo trasformato questo luogo in uno spazio dedicato al lavoro dello Spirito. Ma abbiamo anche consacrato un gruppo di Fratelli, chiamati ora a edificare insieme nel nome della Tradizione”. Il Gran Maestro Regionale ha poi offerto una suggestiva riflessione sul numero 388, assegnato alla Loggia nel registro della Gran Loggia Regolare d’Italia. Il tre, ha ricordato, è numero di armonia e di compimento: principio di Creazione, equilibrio e sintesi. L’otto, ripetuto due volte, è simbolo di forza, perseveranza e rinnovamento, immagine dell’infinito e del movimento perpetuo della vita che si rigenera. “La numerologia”, ha osservato, “ci parla di determinazione. E la determinazione è la virtù che avete dimostrato scegliendo come guida una figura così integra e coraggiosa”.
La cerimonia si è conclusa con parole di auspicio che hanno riecheggiato sotto la volta del Tempio come un impegno solenne: che i Fratelli della nuova Loggia possano lavorare sempre con Forza e con Vigore, sotto l’egida della Sapienza, ornati dalla Bellezza e sostenuti dall’Amore Fraterno, affinché ogni loro lavoro architettonico contribuisca all’edificazione del Tempio dell’Umanità.
Infine, il Presidente del Consiglio delle Proposte Generali ha formalizzato l’ingresso della Loggia “Osiris Bizioli n. 388” nella Gran Loggia Regolare d’Italia, portando ai Fratelli il saluto e il fraterno benvenuto dell’Ill.mo e Ven.mo Gran Maestro, Fr. Fabio Venzi.



