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NEWS LOMBARDIA 14

Il 4 marzo 2026, presso la Casa Massonica di Milano, è stata consacrata la Loggia “5 Giornate 844 n. 385” di Milano. Alla cerimonia hanno preso parte il Gran Maestro Regionale della Lombardia, il Presidente del Consiglio delle Proposte Generali, il Gran Direttore delle Cerimonie, insieme a numerosi Grandi Ufficiali Nazionali e Regionali, la cui presenza ha conferito ulteriore solennità all’evento. La loro partecipazione è stata testimonianza di una comunione fraterna che unisce le Logge sotto il medesimo cielo simbolico. Il nome scelto per la Loggia richiama uno degli episodi più alti e drammatici della storia milanese: l’insurrezione delle Cinque Giornate di Milano, nel marzo del 1848, quando il popolo della città si levò contro il dominio dell’Impero Austriaco. Fu una prova di dignità civile, nella quale uomini e donne di diversa origine sociale si riconobbero parte di una medesima aspirazione: la libertà. I fondatori della Loggia hanno voluto raccogliere quell’eredità e declinarla in chiave moderna, consapevoli che ogni epoca possiede le proprie barricate invisibili e che la lotta per la dignità dell’uomo non appartiene solo ai libri di storia. Durante la cerimonia, il Cappellano Consacratore ha pronunciato parole che hanno profondamente segnato l’atmosfera del Tempio: “Fratelli, questa sera non stiamo soltanto accendendo le luci di una nuova Loggia; stiamo riaprendo un varco nel tempo. Consacrare questa Loggia con il nome ‘5 Giornate’ significa assumersi il peso e l’onore di un’eredità che brucia ancora sotto la cenere della storia milanese”. La nuova Loggia è nata, dunque, con una vocazione precisa: custodire la memoria di quella stagione di coraggio civile e trasformarla in un impegno interiore e quotidiano. Quando la cerimonia è giunta al suo compimento e i Fratelli hanno lasciato il Tempio, le Luci della Loggia erano ormai stabilmente accese. Esse non illuminavano soltanto le colonne e il pavimento a mosaico del Tempio milanese. Simbolicamente, tornavano a illuminare anche quelle vie di Milano dove, quasi due secoli prima, uomini liberi avevano scelto di non piegarsi.