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Il 30 maggio 2026, presso l’Hôtel Parco dei Principi, in Roma, si è tenuta la Prima Comunicazione 2026 della Gran Loggia Regionale del Lazio.
Alla presenza del Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fr. Fabio Venzi, del Deputato Gran Maestro, dei Gran Maestri Regionali di Piemonte e Valle d’Aosta e di Abruzzo e Molise, del Gran Segretario della GLRI con il suo Assistente, del Presidente della Gran Benevolenza e di Grandi Ufficiali delle Regioni Puglia, Campania e Toscana, numerosissimi Fratelli si sono riuniti in un clima di autentica fraternità, raccoglimento e solennità rituale, dando vita a un’importante riunione regionale caratterizzata da un profondo spirito di comunione iniziatica e da un sentito senso di appartenenza all’Ordine.
I lavori sono stati aperti nella forma dovuta, secondo le antiche consuetudini della Tradizione, affinché ogni atto potesse svolgersi sotto il segno dell’armonia, dell’ordine e della regolarità. In tale atmosfera, permeata dalla consapevolezza del significato simbolico e spirituale dell’opera muratoria, l’Assemblea regionale ha proceduto all’esame e all’approvazione, all’unanimità, del rendiconto finanziario relativo all’anno 2025, dopo aver ascoltato l’accurata e dettagliata relazione del Gran Tesoriere Regionale, che ha illustrato ai Fratelli l’andamento della gestione economica e amministrativa della Gran Loggia Regionale del Lazio.
Fulcro della riunione è stato l’avvicendamento tra il Gran Maestro Regionale in carica e il nuovo designato, momento particolarmente significativo nella vita dell’Istituzione, poiché espressione di quella continuità che caratterizza il lavoro massonico e che consente all’Ordine di progredire nel proprio cammino verso il perfezionamento individuale e collettivo.
Nel suo discorso di commiato, il Gran Maestro Regionale uscente ha espresso parole di sincera gratitudine nei confronti del Gran Maestro Fabio Venzi, riconoscendogli il merito di aver saputo creare, negli anni, il terreno fertile nel quale la Gran Loggia Regolare d’Italia e, di riflesso, quella del Lazio, ha potuto crescere e consolidarsi nel proprio percorso iniziatico. Ha sottolineato come l’azione del Gran Maestro abbia favorito la diffusione di una visione della Libera Muratoria sempre più orientata alla profondità del lavoro interiore, alla centralità della ricerca spirituale e alla valorizzazione della dimensione autenticamente iniziatica dell’Ordine.
Ha, quindi, rivolto un sentito ringraziamento ai propri Ufficiali e a tutti i Fratelli che lo hanno accompagnato durante il suo mandato, evidenziando come ogni risultato raggiunto sia stato il frutto di un’opera comune, svolta con dedizione, spirito di servizio e fedeltà ai princìpi della Libera Muratoria Regolare. Rivolgendo, poi, il proprio pensiero al Gran Maestro Regionale designato, gli ha formulato i migliori auspici per il compito che lo attende, certo che saprà guidare la Regione con equilibrio, saggezza e amore per l’Istituzione. Con particolare intensità, ha ricordato di aver sempre interpretato il proprio incarico non come una posizione di prestigio personale ma come un servizio reso all’Ordine e ai Fratelli, secondo quella concezione della guida massonica che trova la propria dignità nell’esempio, nella disponibilità e nella capacità di anteporre il bene dell’Istituzione a qualsiasi interesse individuale. Ha infine esortato tutti i Fratelli a non arrestare mai il proprio cammino di studio e di perfezionamento, a custodire l’entusiasmo dell’iniziato e a perseverare nella ricerca della conoscenza, ricordando che il lavoro sulla Pietra Grezza non conosce soste e accompagna il Liberomuratore lungo l’intero arco della sua esistenza.
Il Gran Maestro Fabio Venzi ha preso, poi, la parola consegnando ai presenti una profonda riflessione sulla natura della Libera Muratoria quale autentico metodo iniziatico fondato sulla maieutica. Richiamandosi all’insegnamento socratico, ha evidenziato come la Libera Muratoria non abbia il compito di trasmettere verità precostituite né di imporre dogmi, ma di accompagnare l’uomo in un percorso di progressiva scoperta di sé stesso. Il metodo massonico, ha sottolineato, opera attraverso il simbolo, il rituale e l’esperienza iniziatica, strumenti che consentono a ciascun Fratello di far emergere dal proprio intimo quelle potenzialità spirituali e intellettuali che spesso giacciono inesplorate. La vera conoscenza, ha ricordato, non viene dall’esterno ma nasce dall’interno dell’individuo, come una luce che progressivamente si manifesta attraverso il lavoro costante e disciplinato. In questo senso, il Tempio rappresenta uno spazio privilegiato di trasformazione, nel quale ogni Fratello è chiamato a interrogarsi, a superare i propri limiti e a edificare sé stesso come pietra vivente dell’edificio ideale dell’Umanità. La Libera Muratoria, pertanto, deve configurarsi come una scuola di libertà interiore e di elevazione spirituale, nella quale il Maestro non fornisce risposte definitive ma stimola domande sempre più profonde, affinché ogni iniziato possa avanzare autonomamente verso una comprensione più alta della propria natura e del proprio rapporto con il mondo.
Il Gran Maestro ha quindi rivolto parole di sincero apprezzamento al Gran Maestro Regionale uscente, definendolo uomo di rara nobiltà d’animo, che durante il proprio mandato ha saputo distinguersi per equilibrio, serenità e capacità di costruire armonia. Ha evidenziato come la sua azione sia stata sempre improntata alla positività e alla concordia, contribuendo in modo significativo alla crescita della Gran Loggia Regionale e al rafforzamento dei legami fraterni tra i suoi membri.
Nel prosieguo del suo intervento, il Gran Maestro ha annunciato che i Gran Maestri Regionali assumeranno, in futuro, una diversa denominazione, pur mantenendo immutata la loro centralità all’interno della struttura dell’Obbedienza. Tale evoluzione, ha spiegato, si inserisce nel più ampio processo di rafforzamento della dimensione amministrativa della Gran Loggia Regolare d’Italia, che affiancherà i progetti di natura tradizionale e spirituale dell’Ordine di competenza del Gran Maestro e delle Logge.
In segno di riconoscimento per l’opera svolta e per l’esempio offerto ai Fratelli, il Gran Maestro ha conferito al Gran Maestro Regionale uscente l’Ordine della Pietra Angolare, onorificenza che testimonia il valore del servizio prestato e l’importanza del contributo apportato alla crescita dell’Istituzione.
Proseguendo il proprio discorso, il Gran Maestro Venzi ha ricordato come il biennio 2025-2026 possa essere considerato un periodo particolarmente significativo e fecondo per la Gran Loggia Regolare d’Italia, caratterizzato da nuove prospettive, rinnovato entusiasmo e da una crescente vitalità iniziatica. Per questo, ha espresso vivo apprezzamento per i numerosi Fratelli affiliati che hanno scelto di proseguire il proprio cammino nella Gran Loggia Regolare d’Italia, contribuendo a rafforzare ulteriormente i vincoli di fratellanza e la comunione spirituale tra le diverse componenti della famiglia massonica italiana, in particolare tra il Rito Scozzese Antico e Accettato fondato nel 1805 e la GLRI.
Il Gran Maestro ha infine rievocato quanto accaduto a Venezia il sabato 23 maggio precedente, nel corso delle Celebrazioni del Rito Scozzese Antico e Accettato, occasione nella quale (venerdì 22) gli è stato conferito il 33° Grado. Il giorno successivo è stato descritto dal Gran Maestro come un giorno particolarmente (e altamente) simbolico, il cui culmine, al termine della cerimonia, è stata l’uscita insieme dal Tempio dei due rappresentanti del Rito e dell’Ordine, il Sovrano Gran Commendatore Andrea Roselli e il Gran Maestro Fabio Venzi, uniti in una indimenticabile stretta di mano, onore che il Gran Maestro serberà tra i suoi più bei ricordi. Quel gesto, semplice nella forma ma profondo nel significato, è stata la rappresentazione concreta, simbolica e visibile, di una comunione ormai pienamente realizzata tra le due Istituzioni. Il Gran Maestro ha invitato tutti i Fratelli a custodire e alimentare questo prezioso patrimonio di unità, ricordando che l’armonia è una conquista che richiede costante impegno, vigilanza e dedizione. Per questo ha esortato ciascuno a contribuire, con il proprio esempio e con il proprio lavoro, a mantenere viva quella “magia” che nasce quando uomini liberi e di buona reputazione, uniti dalla medesima ricerca della Luce, riescono a riconoscersi parte di un’unica catena fraterna, saldamente legata dall’amore per l’Ordine, dalla fedeltà alla Tradizione e dalla comune aspirazione all’elevazione dell’essere umano sotto lo sguardo del Grande Architetto dell’Universo.
L’Assemblea è quindi proseguita con uno dei momenti più significativi e carichi di valore simbolico dell’intera giornata: il conferimento dell’incarico al nuovo Gran Maestro Regionale del Lazio, che ha preso la parola per rivolgere ai Fratelli il suo primo saluto ufficiale.
Con accenti sinceri e sentiti, egli ha anzitutto confessato la profonda emozione che accompagna l’assunzione di una responsabilità tanto importante, riconoscendo come, nel momento in cui gli era stata prospettata tale chiamata al servizio dell’Ordine, non fossero mancate legittime preoccupazioni e naturali interrogativi circa l’ampiezza del compito che lo attendeva. Tuttavia, ha spiegato, quelle iniziali esitazioni hanno progressivamente lasciato spazio alla consapevolezza del valore dell’incarico ricevuto e alla gioiosa accettazione di una missione che considera, anzitutto, un dovere verso la Libera Muratoria, verso i Fratelli e verso la Tradizione che tutti sono chiamati a custodire e trasmettere.
Nel delineare le linee guida del proprio mandato, il nuovo Gran Maestro Regionale ha voluto sottolineare con forza il principio della continuità, ricordando come la Libera Muratoria insegni che ogni pietra collocata dai Fratelli che hanno preceduto contribuisce all’edificazione del Tempio ideale e che ogni generazione è chiamata non a demolire ma a perfezionare l’opera ricevuta in eredità.
Rivolgendosi, poi, alla squadra di Ufficiali che lo accompagnerà nel suo mandato, ha usato parole che hanno toccato profondamente l’assemblea. Ha parlato non come dirigente dell’Obbedienza ma come Fratello tra Fratelli, richiamando il valore della collaborazione, dell’ascolto reciproco e della complementarità delle diverse esperienze. Ha evidenziato come nella nuova squadra convivano Fratelli di lunga esperienza e Fratelli più giovani, sottolineando che proprio dall’incontro tra la saggezza maturata negli anni e l’entusiasmo delle nuove energie può nascere una forza capace di alimentare il progresso della Gran Loggia Regionale. Con particolare intensità, ha ricordato che nella catena d’unione non esistono Fratelli più importanti di altri, poiché ciascuno contribuisce con i propri talenti, le proprie capacità e la propria sensibilità all’armonia dell’insieme.
Al termine del suo intervento, il nuovo Gran Maestro Regionale ha proceduto alla nomina dei propri Ufficiali, i cui nominativi sono stati accolti con vivo apprezzamento e con il consenso dei presenti.
Concluse tutte le formalità previste dall’ordine dei lavori e chiusa la riunione nella forma rituale, i Fratelli hanno lasciato il Tempio portando con sé il ricordo di una giornata che ha coniugato la solennità dell’Istituzione con il calore della fraternità.
La celebrazione è quindi proseguita nell’atmosfera più distesa e conviviale dell’Agape, tradizionale momento di incontro e condivisione che da sempre rappresenta il naturale completamento del lavoro svolto nel Tempio.
Tra parole di amicizia, brindisi augurali e momenti di autentica fraternità si è conclusa una giornata destinata a rimanere nella memoria dei partecipanti come un’importante tappa nel cammino della Gran Loggia Regionale del Lazio, nel segno della continuità, dell’armonia e della comune ricerca della Luce.