Il 24 gennaio 2026, nel solenne raccoglimento della Casa Massonica di Terni, si è tenuto un evento di alto valore iniziatico e istituzionale: la consacrazione della Loggia “Leonardo da Vinci n. 373” di Rieti. Alla cerimonia hanno preso parte l’Ill. mo e Ven. mo Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fr. Fabio Venzi, il Deputato Gran Maestro, i Gran Maestri Regionali del Lazio e dell’Umbria, nonché autorevoli Grand’Ufficiali nazionali, a testimonianza della rilevanza dell’atto e della sua profonda risonanza nell’Ordine. La giornata, intensa e carica di fraterna commozione, ha avuto inizio con l’inaugurazione della Casa Massonica, sede della Loggia “Pietro Faustini n. 325” di Terni, luogo destinato al lavoro rituale e alla trasmissione dei valori più alti della Libera Muratoria. Il Gran Maestro ha poi conferito l’Ordine della Pietra Angolare, suprema onorificenza della Gran Loggia Regolare d’Italia, alla memoria del Fr. Spartaco Franconi, figura luminosa e guida instancabile della Massoneria ternana, alla cui memoria è dedicato uno dei templi della Casa Massonica. È seguita la cerimonia di consacrazione della nuova Loggia, magistralmente condotta dagli Ufficiali Consacratori e vissuta in un clima di profondo silenzio interiore e di straordinaria armonia, secondo una ritualità che richiama l’uomo al senso del sacro e al dovere del perfezionamento morale. Al termine dei lavori, il Gran Maestro ha pronunciato un’accorata allocuzione sui temi della Fratellanza e della dimensione spirituale dell’Istituzione, ricordando come il rituale massonico non sia mera forma ma via simbolica di elevazione, strumento di conoscenza e ponte tra il visibile e l’invisibile. La ritualità massonica si è pertanto ancora rivelata quale autentico cammino spirituale: un linguaggio antico che parla alla coscienza, educa al silenzio, alla misura e alla luce interiore. Attraverso il rito, il Massone è chiamato a riconoscere la propria responsabilità nel Tempio dell’Umanità, a lavorare su se stesso e a orientare ogni azione verso il Bene, nella consapevolezza che solo una spiritualità vissuta e condivisa può fondare una vera Fratellanza universale.



