Il 24 gennaio 2026, presso il Palazzo del Governo, in Cosenza, si è tenuta la Prima Comunicazione della Gran Loggia Regionale di Calabria per l’anno 2026, presieduta dal Gran Maestro Regionale. I lavori hanno avuto apertura con l’ingresso rituale del Corteo del Gran Maestro Regionale di Calabria, solennemente accolto dai Fratelli convenuti, in un clima di profonda comunione iniziatica, nel segno della Tradizione e della regolarità rituale, a testimonianza dell’unità dell’Officina regionale riunita sotto la stessa Luce. Presa la parola, il Gran Maestro Regionale ha rivolto ai Fratelli le sue comunicazioni, improntate a elevata riflessione morale e a lucida consapevolezza del cammino percorso. Nel suo intervento, ha tracciato un bilancio dell’anno massonico trascorso, richiamando il valore del lavoro silenzioso e costante, la responsabilità individuale posta al servizio del bene comune e la necessità di operare sempre con rettitudine, misura e perseveranza. Ha sottolineato come la continuità dell’azione massonica e la coesione tra le Logge calabresi rappresentino le colonne portanti su cui edificare un Tempio saldo, capace di resistere alle prove del tempo e alle difficoltà del mondo profano. Il Gran Maestro Regionale ha poi illustrato il contenuto del secondo numero della rivista “Metamorphoseon”, curata dalla Gran Loggia Regionale di Calabria, presentandola come strumento di riflessione, di studio e di crescita iniziatica, luogo di confronto libero ma ordinato, nel quale il pensiero massonico può esprimersi con rigore e profondità. Ha evidenziato il valore della parola scritta quale prosecuzione del lavoro in Loggia e ha esortato tutti i Fratelli a rendersi parte attiva nella produzione di tavole e contributi, affinché il prossimo numero possa essere espressione corale dell’intelligenza, della sensibilità e della ricerca spirituale dell’intera Regione. Rinnovando l’invito a operare sempre sotto il segno della Squadra e del Compasso, il Gran Maestro Regionale ha richiamato ciascun Fratello al proprio dovere iniziatico, ricordando che ogni pietra, anche la più piccola, concorre alla perfezione dell’Opera comune. I lavori si sono quindi conclusi con la chiusura rituale della Gran Loggia Regionale in forma debita. Al termine, il Corteo del Gran Maestro Regionale ha lasciato il Tempio, restituendo lo spazio sacro al silenzio e alla meditazione.



