Il 14 febbraio 2026, presso un noto albergo di Pescara, si è tenuta la Prima Convocazione della Gran Loggia Regionale di Abruzzo e Molise per l’anno 2026.
Il Tempio, allestito con rigore e armonia, secondo i dettami della Tradizione, si è presentato quale spazio separato dal frastuono del mondo profano, consacrato al silenzio operoso, alla riflessione e al lavoro interiore. Ogni simbolo era collocato al suo giusto posto, ogni luce accesa con consapevolezza, affinché l’Assemblea potesse operare sotto l’egida della Luce e della Rettitudine.
Hanno preso parte alla solenne riunione l’Ill. mo e Ven. mo Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fr. Fabio Venzi, il Deputato Gran Maestro, i Gran Maestri Regionali di Piemonte e Valle d’Aosta, delle Marche, di Emilia-Romagna e di Puglia e Basilicata, nonché numerosi Grandi Ufficiali Nazionali e Regionali, provenienti da diverse regioni d’Italia. La loro presenza è stata segno tangibile di un vincolo vivo e di una comunione reale che trascende le distanze geografiche e rinsalda l’unità dell’Ordine.
Questa Prima Convocazione ha assunto un significato particolare: essa si è svolta, infatti, dopo l’unione della Gran Loggia Regionale di Abruzzo con il Molise, sancendo l’inizio di una nuova stagione per la Comunione regionale. L’unione ha rappresentato un gesto di coesione e di visione, un passo compiuto nella consapevolezza che la forza della Libera Muratoria risiede nella capacità di unire, armonizzare e integrare sotto un unico disegno di elevazione.
Nelle sue comunicazioni, il Gran Maestro Regionale di Abruzzo e Molise ha richiamato, con parole sentite, il valore simbolico di questo passaggio. Ha parlato di ricostruzione, ma non nel senso meramente organizzativo del termine. Ricostruire significa riedificare il Tempio interiore, rinsaldare le fondamenta etiche, riportare al centro l’essenza iniziatica dell’Istituzione. Ha sottolineato, con fermezza, la qualità delle Logge della Regione e la solidità dei Fratelli che le compongono. Ha ricordato che ogni Loggia è un laboratorio di perfezionamento morale, un’officina in cui la pietra grezza viene lavorata con pazienza, studio e disciplina. Ha esortato i Fratelli a non accontentarsi di una partecipazione formale ma a vivere il cammino liberomuratorio come autentico percorso di trasformazione personale. Particolare rilievo è stato dato alla ricerca esoterica, indicata quale asse portante del nuovo corso regionale. La produzione di Tavole, ha affermato, non deve essere mero adempimento rituale ma frutto di studio serio, confronto leale e meditazione profonda. Ogni lavoro presentato in Loggia deve nascere da una domanda interiore, da un dubbio fecondo, da un’esigenza di comprensione. Solo così la parola rituale si anima e diviene strumento di crescita collettiva.
Il Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, prima di pronunciare la sua allocuzione, ha voluto salutare i Fratelli della Loggia “Osiride n. 360” di Termoli, consacrata, in Ascoli Piceno, lo scorso 7 novembre. Il richiamo al simbolo di Osiride, figura di morte e rinascita, è stato carico di significato: così come l’archetipo insegna che dalla dissoluzione nasce una nuova forma, allo stesso modo, la Gran Loggia Regionale di Abruzzo e Molise è chiamata a trasformare le difficoltà in opportunità, le prove in occasioni di rinnovamento. Il Gran Maestro ha poi ampliato la riflessione a un orizzonte più vasto, affrontando con lucidità il tema della crisi della Libera Muratoria associativa a livello mondiale. Ha riconosciuto come i mutamenti sociali, la trasformazione delle modalità di incontro e la frammentazione della vita comunitaria abbiano inciso profondamente sul tessuto associativo tradizionale. Molte forme esteriori sono destinate a mutare, forse a dissolversi. Eppure, ha rimarcato, ciò che è autenticamente iniziatico non può morire. Se l’Ordine si limita a essere un’associazione, rischia di indebolirsi; se, invece, riscopre la propria natura di scuola di perfezionamento interiore, allora ritrova la propria ragion d’essere. La soluzione non è inseguire il mondo, ma custodire la fiamma dell’iniziazione. Con accento fermo e paterno, il Gran Maestro ha inoltre invitato i Maestri Venerabili delle Logge a farsi promotori di una rinnovata progettualità nella ricerca. Ha chiesto loro di guidare i Fratelli con equilibrio e visione, di programmare percorsi di studio coerenti, di stimolare la partecipazione attiva e responsabile. Ogni Loggia, ha detto, deve diventare centro vivo di elaborazione simbolica e di crescita etica. Ha ricordato che ogni Fratello, indipendentemente dal grado o dall’incarico, è parte essenziale dell’Opera. Ognuno porta con sé un talento, una sensibilità, un’esperienza che può arricchire il lavoro comune. L’armonia nasce quando ciascuno offre il proprio contributo senza ricerca di protagonismo, ma con spirito di servizio.
Così si è conclusa la Prima Convocazione della Gran Loggia Regionale di Abruzzo e Molise per il 2026: non un atto meramente formale ma un passo consapevole verso un rinnovato impegno. Con la determinazione di custodire la Tradizione, di approfondire la ricerca e di edificare, giorno dopo giorno, il Tempio invisibile che ciascun Libero Muratore è chiamato a innalzare dentro di sé.
A suggello della giornata, i Fratelli si sono riuniti nei locali adiacenti al Tempio per una superba Agape rituale. Un momento di comunione, in cui la parola si è fatta più libera e lo scambio più diretto. Attorno alla mensa, nel rispetto e nella gioia della fraternità, si sono rinsaldati legami, condivisi progetti e rafforzate amicizie.



